Attacco su tre fronti alla Bpco: in arrivo una nuova triplice terapia


Difficolt a respirare, una tosse che non d tregua e spesso anche la febbre. Sono queste le caratteristiche della Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una malattia cronica la cui diffusione ancora sottostimata. Bpco la sigla che individua bronchite cronica ed enfisema polmonare, malattie molto diffuse tra gli anziani. La riduzione del diametro delle vie aeree alla base della bronchite cronica e questo rende difficoltoso per l’aria entrare ed uscire. Mentre l’enfisema legato soprattutto al deterioramento degli alveoli polmonari. Il fumo di sigaretta il grande colpevole in entrambi i casi, ma lo in particolare per la bronchite cronica.

La bronchite cronica ostruttiva

La Broncopneumopatia cronica ostruttiva si presenta in genere dopo i 40 anni e prevalentemente nei fumatori o negli ex fumatori; l’esposizione a inquinanti, ma anche fattori genetici, asma e condizione socioeconomica sono altri fattori di rischio. Il declino della funzionalit polmonare una delle caratteristiche principali e la gravit della malattia variabile: pu essere lieve, moderata, grave o molto grave. Anche le riacutizzazioni, cio il peggioramento dei sintomi respiratori, oltre le normali variazioni quotidiane, sono caratteristiche cliniche importanti e influenzano i pazienti in tutti i gradi di severit della malattia.

Patologia in crescita

La Bpco si avvia a diventare la quarta causa di morte al mondo: una delle poche malattie croniche per le quali i tassi di mortalit sono ancora in aumento. Studi condotti tra il 1970 e il 2002 negli Stati Uniti hanno dimostrato che mentre i tassi di decesso per cardiopatia e ictus si sono pi che dimezzati, quelli per Bpco sono addirittura raddoppiati, con un trend in crescita, per la continua esposizione a fattori di rischio e per l’invecchiamento della popolazione mondiale.

La nuova (triplice) terapia

Dall’inizio del mese di marzo disponibile la nuova triplice terapia di GSK, composta da due broncodilatatori e un cortisonico, Fluticasone furoato, umeclidino e vilanterolo. In termini tecnici un LABA, un LAMA e un ICS, tutti racchiusi un unico erogatore, l’Ellipta, per il cui utilizzo bastano tre semplici mosse: si apre, si inala e si chiude. la prima combinazione fissa di tre molecole a lunga durata d’azione in monosomministrazione giornaliera. indicata per i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva nelle forme moderate e gravi. Viene prescritta dallo specialista ed rimborsata dal Sistema sanitario nazionale.

Malattia complessa

La Bpco una malattia complessa ed eterogenea — spiega Giorgio Walter Canonica, professore straordinario di malattie dell’apparato respiratorio, Humanitas University di Milano — Complessa perch presenta diverse componenti con interazioni non lineari. Eterogenea perch non tutte queste componenti sono presenti in tutti i pazienti o, nello stesso paziente, in tutte le fasi della malattia. Questo spiega la necessit di un approccio focalizzato a migliorarne la valutazione, il trattamento e gli esiti. I singoli pazienti possono aver bisogno di approcci di trattamento differenti nei diversi stadi della malattia. La terapia farmacologica della Bpco finalizzata a ridurre i sintomi, la frequenza e la gravit delle riacutizzazioni e allo stesso tempo migliorare lo stato di salute, condizioni che variano appunto da un paziente all’altro.

Qualit della vita e funzionalit polmonare

In alcune persone la malattia caratterizzata da un progressivo declino della funzionalit polmonare, frequenti riacutizzazioni e scarsa qualit della vita, che portano ad un alto rischio di mortalit prematura. Alla Bpco – prosegue Canonica – sono associate diverse comorbidit, principalmente cardiovascolari o metaboliche. Al momento, i broncodilatatori e i corticosteroidi rappresentano il trattamento principale, per la loro efficacia nel miglioramento delle due componenti della malattia: anomalie funzionali e infiammazione cronica delle vie aeree .

Trattamento graduale

I documenti internazionali suggeriscono un approccio del trattamento farmacologico basato sulla gravit, a partire da un broncodilatatore a lunga durata d’azione e andando ad una combinazione in presenza di sintomi persistenti o riacutizzazioni. La cronicit della Bpco — afferma Francesco Blasi, ordinario di malattie dell’apparato respiratorio all’Universit degli Studi di Milano — mina nel tempo la qualit di vita dei pazienti, gradualmente compromessa dal persistere dei sintomi tipici e, nella sua progressione, dalla comparsa di riacutizzazioni, fenomeni che colpiscono circa il 30% dei malati. La mancata risoluzione dei sintomi e la comparsa di riacutizzazioni, portano nel tempo i pazienti ad aumentare la terapia. Le triplici combinazioni rappresentano il passo successivo per i pazienti che rimangono sintomatici o presentano riacutizzazioni malgrado il trattamento con broncodilatatori di mantenimento o con corticosteroidi inalatori (ICS)/agonista dei recettori beta2-adrenergici a lunga durata d’azione (LABA). stato stimato che circa il 24% dei pazienti che al momento della diagnosi inizia il trattamento in mono o in duplice terapia inalatoria, riceve uno step-up alla triplice terapia a ventiquattro mesi dalla diagnosi.

Lo studio

Lo studio IMPACT ha permesso di verificare l’efficacia della triplice terapia. IMPACT, InforMing PAthway of COPD Treatment — afferma infatti Alberto Papi, ordinario di malattie dell’apparato respiratorio dell’Universit degli Studi di Ferrara — il primo studio a confrontare direttamente tre classi di trattamento combinato per la Bpco comunemente utilizzate. In questo trial, che ha preso in esame oltre 10.000 pazienti, fluticasone furoato/umeclidinio/vilanterolo hanno dimostrato di essere superiori rispetto alle due differenti classi di doppia combinazione, fluticasone furoato/vilanterolo e umeclidinio/vilanterolo, sia per quanto riguarda la riduzione del tasso annuale di riacutizzazioni moderate e gravi in corso di trattamento, sia per una serie di altri risultati clinicamente importanti, tra cui la funzionalit polmonare e la qualit della vita. stata evidenziata una riduzione del 34 % dei ricoveri dovuti a riacutizzazioni gravi in chi era trattato con la triplice rispetto ad umeclidinio/vilanterolo e una riduzione del 13% rispetto a fluticasone furoato/vilanterolo. Una delle caratteristiche importanti di questo studio, — conclude Papi — oltre naturalmente al chiaro confronto della triplice terapia rispetto alla doppia combinazione, che ha preso in esame pazienti ad elevato rischio di riacutizzazioni.

12 marzo 2019 (modifica il 12 marzo 2019 | 17:45)

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Autore dell'articolo: admin