Arte sovietica, il tradimento dell’utopia concreta


«I filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi; si tratta ora di mutarlo». Con l’avvento della Rivoluzione d’ottobre l’undicesima tesi su Feuerbach di Marx sembra finalmente avverarsi. Majakovskij è protagonista e interprete di questo primissimo vagito sovietico, e ricordando in versi quella stagione nel 1930, anno del suo suicidio e del suicidio stalinista del socialismo, scrive: «Noi aprivamo/ ogni tomo/ di Marx,// come in casa/ propria/ si aprono le imposte,// ma anche senza leggervi/ noi comprendevamo// da quale … Continua

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