Arte e finanza, l’interazione turbocapitalista


Un vecchio mito vuole che l’arte sia veramente tale nella misura in cui persegue alte aspirazioni senza curarsi delle pressioni e delle lusinghe del mercato. Apparentemente, l’opera acquista un surplus di valore solo nella motivazione disinteressata, divenendo quindi preziosa perché in qualche modo veicola ed esprime proprio il rifiuto dell’assioma del valore. In altre parole, la produzione di valore prospera soltanto se incorporata nella sua negazione immanente, ossia nel lavoro creativo che non genera valore di mercato ma anzi ne … Continua

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