arrestato ex coordinatore della Protezione Civile


Mentre la città di Livorno piangeva le 8 vittime dell’alluvione del settembre 2017, c’era chi si preparava a brindare in vista della prossima catastrofe. Dieci anni dopo, insomma, Livorno come L’Aquila. Gli imprenditori Francesco Piscicelli e Pierfrancesco Gagliardi “ridevano alle 3:32” della notte del 6 aprile del 2009, quando il sisma devastò il capoluogo abruzzese causando la morte di 309 persone. I due imprenditori già si sfregavano le mani pensando alla ricostruzione, senza nascondere un cinismo disgustoso.

A Livorno invece c’era Emanuele Fiaschi, titolare della Tecnospurghi, pronto a “brindare all’alluvione” – come raccontava al telefono ad un collega di Viareggio – sicuro di ottenere gli appalti del Comune di Livorno. La telefonata in questione è stata intercettata nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione che riguardava la progettazione urbanistica, la manutenzione dei corsi d’acqua e l’intervento dei soccorsi coordinati dal Comune di Livorno.

Nell’ambito di questa inchiesta tre persone sono state raggiunte da un provvedimento cautelare: Riccardo Stefanini (ex coordinatore della protezione civile del Comune, già ai domiciliari per un’indagine per peculato), il succitato Emanuele Fiaschi (titolare di Tecnospurghi) e Nicoletta Frugoli (rappresentante commerciale di ComunicaItalia). Per i primi due il gip ha firmato un’ordinanza che prevede gli arresti domiciliari, mentre la Frugoli è stata colpita da un provvedimento che prevede il divieto di esercitare qualsiasi ufficio direttivo e di rappresentanza.

Stefanini è accusato di aver pilotato le procedure di due gare d’appalto, una vinta da Tecnospurghi e l’altra dalla ComunicaItalia. Secondo quanto è stato documentato dagli inquirenti, Stefanini avrebbe fatto di tutto per favorire Fiaschi – al quale lo legava un rapporto di stretta amicizia oliata da “regalie varie” – nell’assegnazione di un appalto (sotto soglia) da 41 mila euro per la fornitura di mezzi spargisale ed idrovore. Stefanini avrebbe scoraggiato in tutti i modi un altro imprenditore a partecipare e poi avrebbe continuato a favorire Fiaschi.

Nel corso dell’indagine “sono state accertate gravi irregolarità compiute da Stefanini“, per esempio “nel calcolare i costi degli interventi della ditta di Fiaschi“. Il dirigente del comune avrebbe gonfiato la durata degli interventi ed esagerato sui mezzi impiegati effettivamente dalla Tecnospurghi, facendo così lievitare i costi a carico del Comune. Anche il costo delle materie prime, quale il sale da disgelo, veniva pagato cifre da capogiro; a Livorno il Comune ha pagato 15 euro iva esclusa per i sacchi da 20 chili di sale, contro un costo di 3 euro al sacco sostenuto, per esempio, dal Comune di Pisa.

Stefanini ha anche attribuito alla ditta multiservizi il pagamento per un intervento sostenuto da un cittadino, un volontario, nel corso dell’allerta meteo per neve e ghiaccio del febbraio 2018. Il volontario si era occupato, a titolo gratuito, di spargere il sale e la Tecnospurghi aveva intascato il pagamento per un lavoro mai svolto. Alla ditta Tecnospurghi sono anche stati pagati 1000 euro per 4 zainetti con piccoli accessori, che la Protezione Civile ha poi donato alle scuole in occasione di una festa.

Per quanto riguarda l’appalto – da 23mila euro – ottenuto dalla ComunicaItalia per il dispositivo di Alert system, Stefanini si sarebbe accordato via mail con Nicoletta Frugoli sui criteri da inserire nel bando prima che questo fosse reso pubblico. Il bando fu poi appunto vinto dalla ComunicaItalia, che fu anche l’unica a presentare domanda. Secondo la Procura questo bando venne studiato ad arte per escludere la concorrenza. La Frugoli ha rilasciato una breve dichiarazione all’Ansa in merito: “Sono finita in un tritacarne. Lavoro seriamente. Sia io che l’azienda non facciamo queste cose: non ho niente da nascondere. È un fulmine a ciel sereno“. La stessa azienda ha aggiunto che “per parte nostra sappiamo per certo che tali presupposti non esistono nella realtà fattuale, e che la procura lo confermerà dopo avere completato le indagini“, rivendicando “una tradizione di correttezza e trasparenza assoluta nei confronti delle pubbliche amministrazioni, tale per cui non ha alcun timore di alcun accertamento da parte di chiunque“. Staremo a vedere.




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Autore dell'articolo: admin