Apollo 8: «Buon Natale dalla Luna»


Come tanti bambini alla fine degli anni ’60, Sergio era intriso di Luna. La Luna era sui giornali, alla televisione, a scuola, nei negozi di giocattoli, nella pubblicit. All’inizio di dicembre aveva preso un bel voto nel tema in classe sulla partenza dell’Apollo 8, che si preparava a volare per la prima volta intorno alla Luna. E nell’estate aveva letto il suo primo libro da grandi, Se il sole muore. In copertina c’era il viso di una donna molto bella, che era andata in America a incontrare gli astronauti. Anche il suo nome era bello e strano, si chiamava Oriana. Nella cameretta dove Sergio leggeva c’era un modello del razzo Saturno, pi alto di lui, montato da lui. Lo spiegava agli amici nei particolari e pensava a quella bella signora che era andata a vederlo per davvero. E che lo sapeva raccontare cos bene.

Il lancio della missione Apollo 8, nel dicembre 1968
Il lancio della missione Apollo 8, nel dicembre 1968

In un attimo, come sempre, venne il Natale. Le porticine di cartone del calendario, coperto di polvere argentata, erano gi quasi tutte aperte. E la Luna torn, pi di prima, a occupare gli spazi: l’Apollo 8 era partito. I tre astronauti, Borman, Lovell e Anders erano gli eroi che scommettevano la vita per guardare per primi la faccia nascosta della Luna. Un altro giornalista, che a Sergio piaceva moltissimo, lo aveva spiegato in Tv. Lui era ancora pi strano della Oriana, perch di nomi ne aveva due: Ruggero e Orlando. Ma soprattutto parlava ogni sera da Nuova York. Il Ruggero sapeva veramente tutto, doveva essere un matematico – aveva detto il pap – quando in diretta, nel mezzo del Telegiornale – aveva calcolato la velocit di fuga dall’orbita terrestre e la frenata per entrare in quella lunare. E tutto il programma della missione, che doveva essere una comoda a passeggiata intorno alla Terra, era diventato di colpo una cosa mai tentata: la prima circumnavigazione del satellite.

La Luna fotografata dall’Apollo 8
La Luna fotografata dall’Apollo 8

Anche le copertine dei giornali che arrivavano a casa facevano il tifo per l’Apollo 8. Uno, grande come un lenzuolo, si chiamava l’Europeo e ci scriveva anche la Oriana. Che come al solito aveva lasciato Sergio di sale. Nelle due pagine centrali c’erano una grande foto di tre astronauti seduti sul tetto di tre meravigliose automobili. Tre coup dipinte d’oro. Tre Corvette. E quale auto avrebbero potuto guidare, tre piloti di navicelle spaziali, se non una Corvette? Erano eroi nazionali, rivaleggiavano con i sovieti (come diceva il Ruggero) per il prestigio dell’America, acceleravano a 10,8 chilometri al secondo per fuggire la gravit. L’unico veicolo terrestre possibile, per loro, era una Corvette. Che infatti assomigliava all’auto di Batman. Sull’articolo della Oriana si spiegava che era stato Alan Shepard, il primo di tutti gli astronauti americani, a possederne una. Rientrato dal suo volo di tredici minuti, aveva ricevuto dal presidente della General Motors le chiavi di una coup bianca personalizzata, modello ’62. Ma presto tutti i suoi compagni — ad eccezione di John Glenn che, chiss perch, aveva scelto una station wagon — guidavano la muscolosa Chevrolet.

La Terra, oltre l’orizzonte della Luna, fotografata dall’Apollo 8:
La Terra, oltre l’orizzonte della Luna, fotografata dall’Apollo 8: il 22 dicembre 1968

E arriv la sera del 24 dicembre 1968. L’incredibile Natale di cinquant’anni fa. Dopo tre giorni di viaggio, l’Apollo 8 era entrato in orbita lunare. E a turno, Borman, Lovell e Anders avevano narrato al microfono come gli appariva la Luna, cosa vedevano le loro sei, diverse pupille. Quando, dopo aver descritto l’immagine della Terra che sorgeva dall’orizzonte lunare (la foto scattata da William Anders diventer celeberrima) i tre eroi si apprestavano a concludere il collegamento, avvenne qualcosa di straordinario. Anders cambi un poco il tono di voce e aggiunse: A tutte le genti che ci ascoltano dalla Terra, l’equipaggio dell’Apollo 8 ha un messaggio che vorrebbe mandarvi…. Poi cominci la lettura della Genesi. A Sergio, incollato al televisore, pareva che il mondo stesse col fiato sospeso. E lo era davvero, perch nessuna trasmissione, radiofonica o televisiva, era mai stata ascoltata da un numero cos immenso di persone.

In principio Dio cre il cielo e la terra….Anders lesse due versetti e pass il microfono a Jim Lovell, che ne aggiunse altri due. Poi tocc al comandante Frank Borman, che concluse, mentre guardava il globo azzurro perso nello spazio. Uno spazio che nessuno, prima di lui aveva mai attraversato. Dio chiam le terre emerse Terra, e le acque Mari. Tutto tacque. Ma c’era ancora qualcosa da dire. E noi dell’Apollo 8 —riprese il comandantevorremmo augurarvi buonanotte… buona fortuna… e buon Natale. Dio vi benedica tutti, tutti voi che ci ascoltate, sulla buona Terra.

21 dicembre 2018 (modifica il 21 dicembre 2018 | 15:01)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Pagina Ufficiale: http://xml2.corriereobjects.it/rss/motori.xml

Autore dell'articolo: admin