Angelica e la febbre alta: «Sembrava una banale influenza, invece era un tumore»


Angelica una bambina vivace, allegra, ha quattro anni e vive a San Colombano al Lambro, in piena pianura padana, a cavallo fra le province di Milano, Lodi e Pavia. La sua vita, fino al luglio 2018, stata uguale a quella di tutti i suoi coetanei: divisa fra asilo e famiglia, tanto gioco e qualche piccolo impegno, come le lezioni di nuoto. Al ritorno dalle vacanze estive, per, la diagnosi di tumore sconvolge l’ordinario scorrere degli eventi e per la sua famiglia la normalit diventa una meta da sogno, un obiettivo da raggiungere con tanta fatica e altrettanta inossidabile speranza.Abbiamo deciso di raccontare la nostra storia – raccontano mamma Saveria e pap Simone, in occasione della Giornata Contro il Cancro Infantile, che si celebra in tutto il mondo il 15 febbraio – perch abbiamo provato in prima persona quanto sia importante poter offrire a nostra figlia la migliore terapia possibile. Per questo sosteniamo il progetto di Fondazione Umberto Veronesi, che permette ai bambini e ragazzi malati di ricevere cure immediate, efficaci, all’avanguardia. Quelle che offrono le maggiori probabilit di guarire.

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La febbre non scendeva

Due o tre giorni dopo il rientro a casa dalle ferie Angelica si ammala, ha la febbre alta, pare una brutta influenza.Eravamo stati al mare, come sempre – racconta pap Simone -. Abbiano pensato a un semplice malanno, come spesso capita ai bambini. Ma dopo pochi giorni con la temperatura a 39 che non scendeva nonostante gli antibiotici, ci siamo preoccupati e la pediatra ci ha consigliato di andare al pronto soccorso. Cos una mattina di inizio agosto siamo andati a Lodi: dopo pochi rapidi accertamenti e un prelievo di sangue, al pomeriggio di quello stesso giorno era gi stato deciso il trasferimento al San Matteo di Pavia. Grazie alla grande esperienza del dottor Zecca avevamo gi un’ipotesi di diagnosi, che poi stata confermata dalle successive analisi: leucemia linfatica acuta. un tumore che si sviluppa nel midollo osseo, si diffonde nel sangue, nel sistema linfatico e in altri tessuti. caratterizzata dalla crescita incontrollata di una sottopopolazione di globuli bianchi immaturi che invade il midollo osseo e interferisce con la normale produzione di globuli rossi, globuli bianchi funzionanti e piastrine.

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Il padre di Angelica racconta
Il padre di Angelica racconta

La diffusione

Nel nostro Paese sono poco pi di duemila i nuovi casi di cancro diagnosticati ogni anno: 1400 nei bambini, fino ai 14 anni, e 600 circa nella fascia d’et 15-19 anni. Garantire a tutti i piccoli malati di tumore i trattamenti pi efficienti l’obiettivo a cui punta il progetto a favore dell’oncologia pediatrica e degli adolescenti di Fondazione Umberto Veronesi che, insieme all’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop), si impegna a promuovere la ricerca scientifica e sostenere i costi di avvio e gestione dei protocolli di cura per le neoplasie che colpiscono bambini e adolescenti. Fino al 23 febbraio possibile sostenere Fondazione Veronesi con un SMS da telefono cellulare o una chiamata da rete fissa al 45516 per dare ai piccoli pazienti la speranza di combattere la malattia e diventare grandi. Il ricavato della raccolta fondi permetter di finanziare la cura delle leucemie e in particolare il protocollo di trattamento della leucemia linfoblastica acuta, che rappresenta il 75 per cento dei casi di leucemia infantile e in Italia colpisce circa 350-400 bambini d’et compresa soprattutto tra i 2 e i 5 anni. 

La leucemia linfatica acuta

La leucemia linfatica acuta una patologia molto aggressiva, che ha un picco di frequenza in et infantile ( infatti la forma di cancro pi frequente prima dei 14 anni), ma tra i pi giovani la sopravvivenza nettamente migliore rispetto agli adulti – spiega Marco Zecca, presidente dell’Aieop e direttore dell’Oncoematologia Pediatrica alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia -. Statistiche alla mano oggi fino all’80 per cento dei piccoli pazienti guarisce. Nella maggior parte dei casi il trattamento di scelta rappresentato dalla chemioterapia e, in base a vari fattori, quando necessario, si pu decidere di procedere con un trapianto di midollo. 

Guarire e stare bene

Sebbene il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi sia passato da meno del 10 per cento nei primi anni Sessanta all’attuale 80 per cento, studi recenti dimostrano che oggi assai difficile migliorare ancora questi risultati mediante l’intensificazione della chemioterapia. C’ la necessit di offrire cure migliori a quei bambini che ancora oggi sono affetti da patologie che non riusciamo a guarire – precisa Zecca -, oppure che riusciamo a guarirle al prezzo di effetti collaterali molto elevati. Le nostre ricerche mirano a mettere a punto nuove combinazioni di trattamenti di prima linea, utilizzando anche farmaci mirati, secondo la logica della medicina di precisione, che pu consentire di migliorare ancora di pi i nostri risultati con minori effetti collaterali.

Angelica sa che qualcosa si rotto nel suo organismo

Anche Angelica sta facendo chemioterapia, in parte con ricoveri in ospedale e in parte in day hospital, che le consente di tornare a casa appena ha finito la cura. Sa di essere malata, i medici e i suoi genitori le hanno detto la verit. Certo una verit che sia comprensibile per una bambina della sua et – dice il pap -. Ancora una volta i medici al San Matteo sono stati bravissimi: le hanno raccontato come funziona il nostro sangue e cosa si “rotto” nel suo organismo. Le abbiamo spiegato ci che serve per aggiustarlo. E tutto questo cercando di farglielo vivere come un gioco. Lei vede l’ospedale e i medici come una parte del suo gioco, una parentesi nella sua vita, che attende di riprendere. Dai primi di agosto le sue giornate sono completamente cambiate, si dividono soprattutto fra casa e policlinico: niente pi asilo, sport, intrattenimenti con altri bambini e poche fughe all’aria aperta, sempre munita di mascherina sul viso. Il suo sistema immunitario indebolito, messo a dura prova dalla malattia e dai trattamenti anticancro. 

Siamo al terzo passaggio di quattro

Meglio evitare che si esponga a rischi – sottolinea pap Simone. Finora tutto andato per il meglio. Nella sfortuna, quando abbiamo ricevuto la peggiore notizia che pu avere un genitore, abbiamo avuto la migliore assistenza possibile. Custodisco gelosamente il foglio che il dottor Zecca ci ha dato quest’estate per spiegarci cosa aveva nostra figlia e quale sarebbe stato il nostro percorso di cura. Le cose sono andate proprio come ce le aveva disegnate: Angelica per fortuna ha risposto in maniera ottima alle cure fin dall’inizio. Siamo al terzo step su quattro, manca ancora un anno e mezzo prima di poter dire che tutte le terapie sono davvero finite. Ma il quarto passaggio non prevede pi la chemio in ospedale, solo pastiglie a casa e controlli regolari. Gi alla fine di questo terzo ciclo di trattamenti, quindi, Angelica potr riprendere la sua vita normale: nuoto, asilo, vacanze. E, soprattutto, i suoi amici. Potr tornare a frequentare gli altri bambini.

14 febbraio 2019 (modifica il 14 febbraio 2019 | 12:51)

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Autore dell'articolo: admin