Anche Donald Trump ha scaricato Theresa May


Proprio nel momento cui la premier Theresa May aveva più bisogno di aiuto, a meno di due settimane dal voto di Westminster, a metterla in difficoltà è stato Donald Trump: il presidente americano ha avvertito che l'accordo sulla Brexit potrebbe danneggiare il commercio tra Stati Uniti e Regno Unito.

May ha risposto smentendolo: Londra e Washington, ha detto, stanno già lavorando per delineare il futuro accordo commerciale dopo la Brexit: "Abbiamo già parlato del tipo di accordo che potremmo avere in futuro, abbiamo un gruppo di lavoro consolidato che funziona molto bene, si sono incontrati più volte e lavorano con gli Stati Uniti". May ha aggiunto che "la dichiarazione politica" sul quadro futuro delle relazioni post Brexit tra Londra e Bruxelles indica chiaramente che "saremo in grado di negoziare trattati di libero scambio con il resto del mondo".

Il difficile tentativo di convincere Westminster

Incassato il 'via libera' al vertice europeo, dopo una settima di frenetiche trattative, May comincia oggi un tour nel Paese nel disperato tentativo di convincere l'opinione pubblica. La prossima settimana, l'11 dicembre, l'aspetta un passaggio rischioso, convincere a Westminster i deputati più scettici. E i numeri non sono dalla sua parte: ha una risicata maggioranza di una decina di parlamentari; ma il partito unionista nordirlandese si oppone all'accordo, così come circa 80 conservatori favorevoli alla 'hard Brexit', i laburisti, i deputati indipendentisti scozzesi e i liberaldemocratici, che sono eurofili.

Quando anche gli amici ti lasciano

Trump già altre volte ha messo in difficoltà May, chiedendole una Brexit più dura, e vuole anche affossare l'Ue, simbolo di quel mondo multilaterale che a lui non piace. Ma le sue parole arrivano nel momento peggiore per la May, impegnata nell'offensiva di convincere che il suo accordo di divorzio è il migliore possibile per il suo Paese. E complica ancora di più il suo lavoro di persuasione, tanto dei brexiter che degli eurofili.

Intanto lei va avanti e ha annunciato che è pronta a difendere il suo accordo in un dibattito televisivo con il leader laburista, Jeremy Corbyn. Il 'duello' in tv potrebbe avvenire il 9 dicembre, due giorni prima del voto a Westminster. Ma a conferma delle sue difficoltà, uno dei suoi ex fedelissimi, l'ex ministro della Difesa, Michael Fallon, ha preannunciato che voterà contro l'accordo "destinato al fallimento" e che farà della Gran Bretagna "il peggiore dei mondi possibili".

Non basta: perché oltre 150 manifestanti si sono radunati all'ingresso della Camera dei Comuni chiedendo un secondo referendum, mentre il movimento 'Leave means Leave', che è pro-Brexit ha lanciato una nuova campagna, denunciando "il peggior accordo nella storia".


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Autore dell'articolo: admin