Anche da Salisburgo Conte media tra Lega e M5s


Anche da Salisburgo Conte media tra Lega e M5s



Non solo manovra economica – tra i dubbi sul deficit da sforare, le risorse da reperire e l’aumento possibile dell’Iva – ma anche dl sicurezza e ricostruzione del ponte di Genova. Sono tanti i temi sul tavolo del governo M5s-Lega che rischiano di alimentare tensioni tra il Movimento di Luigi Di Maio e il partito di Matteo Salvini. In mezzo, Giuseppe Conte che cerca di fare da ‘moderatore’, di smorzare le polemiche e lo fa anche da Salisburgo dove ha partecipato al vertice informale Ue su migranti, sicurezza e Brexit. 

Il presidente del Consiglio risponde ai cronisti non solo sui temi del summit, ma anche su tutte le questioni di politica interna che inevitabilmente lo ‘inseguono’ nelle sue trasferte estere. Nelle ultime ore, terreno di scontro è il decreto sicurezza targato Salvini con rumor che parlano di malumori dentro M5s e per questo, secondo indiscrezioni, ci sarebbe stato lo slittamento del Consiglio dei ministri dal pomeriggio di oggi a lunedì. Ma Conte minimizza: “Non ci sono malumori, assolutamente no”.

E se la riunione del Cdm è stata fissata per l’inizio della prossima settimana, assicura, questo dipende soltanto dall’assenza dello stesso Conte – impegnato a Salisburgo, anche se in realtà già di rientro a Roma nel tardo pomeriggio di ieri – e del vicepremier Luigi Di Maio in missione in Cina. E poi, sottolinea: “dal momento che è un decreto significativo, vorrei essere presente. Non si tratta di ordinaria amministrazione”.

Ma il premier tiene anche a precisare che i decreti possono essere modificati “fino all’ultimo momento” e vuole ricordare l’iter che riguarda ogni dl: “Vorrei chiarire che sino all’ultimo, ma questo vale per tutti i decreti e sarà sempre così – spiega – che quando arriva una proposta di un provvedimento da parte di un singolo ministero, presso la presidenza del Consiglio c’è un dipartimento, il Dagl, che deve lavorare.

Poi c’è un altro sotto dipartimento che lavora alla qualità del draft. C’è tutto un iter da completare, c’è un pre consiglio dove partecipano tutte le strutture tecniche dei vari ministeri, dove ci si confronta. Quindi quando avete qualche anticipazione su un testo e poi lo vedete modificato – sostiene rivolgendosi ai giornalisti – non dovete pensare ‘hanno litigato, si sono picchiati’ perché è stato modificato qualcosa. Fino all’ultimo momento quando verrà deliberato, potremmo cambiare. Ma lo stesso ministro dell’Interno, la stessa struttura del Viminale potrà fino all’ultimo rivedere – osserva ancora – si continua a fare così, è normale”. 

Il premier minimizza le tensioni sulla manovra

Così come Conte vuole far apparire ‘normale’ la dialettica interna nel governo sul fronte manovra. Due giorni fa, le parole nette pronunciate da Di Maio nei confronti del ministro dell’Economia, Giovanni Tria: “Nessuno ha chiesto le dimissioni di Tria ma un ministro serio deve trovare le risorse per rispondere ai bisogni dei cittadini più in difficolta'”; due giorni fa il sottosegretario Giancarlo Giorgetti va oltre e sostiene che “se ci sono progetti seri, si può superare il 2% del deficit”. Ma anche su questo Conte procede prudente cercando di tenere insieme tutte le parti del governo, cerca di fare sintesi. “Non ci impicchiamo ai decimali” ripete. E poi, a scanso di equivoci, racconta che con il ministro Tria è in “contatto costante”.

“Siamo in piena fase di elaborazione della manovra e dei suoi dettagli – dice – in questo momento non ha senso tirare fuori un numero. Voglio tirare fuori un numero come esito di un processo” ma in ogni caso “alla fine dovrà uscire un numero che dovrà dare il segno che i conti sono in ordine”. Conti in ordine: una parola chiave di tutti gli interventi di Tria dei giorni scorsi. Ma che la partita sia delicata lo dimostra il fatto che, secondo quanto si apprende, il presidente del Consiglio sta valutando di limitare all’osso la sua presenza a New York – prevista la prossima settimana per partecipare ai lavori dell’Onu – proprio per essere presente a Roma nei giorni cruciali della manovra. Entro il 27 settembre (anche se potrebbe slittare) il Cdm dovrà varare il Def e quindi è molto probabile che Conte farà una toccata e fuga negli Usa in modo da essere presente anche ai prossimi vertici di maggioranza sulla manovra. Vertici che saranno all’ordine del giorno da lunedi’ prossimo.

Anche perché il governo dovrà decidere anche sull’Iva dopo le dichiarazioni contrastanti, da parte di diversi esponenti dell’Esecutivo, sulla possibilità che ci sia un aumento dell’Iva, anche selettiva. Ma Conte su questo frena: “L’aumento non è di attualità”. Tutti temi sul tavolo, tutti argomenti delicati su cui Conte dovrà dare prova di mediazione. Non ultimo, la vicenda relativa alla ricostruzione del ponte di Genova e la nomina del commissario che e’ prevista 10 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto. Su questo si era già registrata una irritazione dei due vicepremier per l’eccessiva autonomia dimostrata da Conte nonostante la smentita ufficiale di malumori interni.

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Autore dell'articolo: admin