All’asta i nastri originali della NASA dello sbarco sulla Luna


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HO / NASA / AFP


Sbarco sulla Luna




​Dovendo mettere all’asta oggetti collegati alle missioni Apollo, Sotheby sceglie il 20 luglio, data del cinquantesimo anniversario dell’allunaggio.Si tratta dei tre nastri magnetici dove sono stati registrati i video che immortalano la discesa di Armstrong, le esitazioni prima di abbandonare l’ultimo piolo della scaletta, il piccolo passo e tutte le attività svolte nella prima passeggiata lunare. 

La NASA, molto attenta alle relazioni pubbliche, voleva una ripresa video in diretta e, per poterla realizzare, si era dovuta preoccupare sia di avere una telecamera adatta alla banda di trasmissione  disponibile, sia di mettere in piedi un sistema di antenne terrestri pronte e ricevere i segnali.

A causa delle limitazioni della banda di trasmissione, la NASA aveva chiesto alla Westinghouse Electric’s Aerospace Division di sviluppare una telecamera “lenta” che produceva solo 10 immagini al secondo invece delle 30 immagini al secondo utilizzate per le trasmissioni televisive. La telecamera utilizzava anche tecnologia messa a punto per il Dipartimento della Difesa per gestire immagini ad altissimo contrasto. 

Il LEM era fornito di un’antenna per mandare i segnali a Terra dove la NASA aveva “affittato” due radiotelescopi in Australia perché sapeva che sarebbero stati i meglio piazzati per ricevere il segnale. In parallelo era all’erta anche la grande antenna di Goldstone in California perché non si voleva correre il rischio di perdere nulla.

Quando Neil uscì dal LEM, sei ore e mezza dopo l’allunaggio, per prima cosa azionò il meccanismo per mettere in posizione la macchina da ripresa riposta in uno degli scomparti del “bagagliaio” del LEM che si trovava nello spazio tra le zampe della struttura.

Buzz dall’interno del modulo lunare accese la telecamera a scansione lenta che iniziò a trasmettere riga dopo riga la scansione della telecamera. In Australia ed in California le trasmissioni vennero registrate su nastri e, in contemporanea, vennero spedite (via satellite) a Houston da dove partirono in mondovisione.

Dal momento che i sistemi televisivi non potevano gestire 10 immagini al secondo, la soluzione che venne adottata fu quella di usare una telecamera terrestre per riprendere le immagini che scorrevano sugli schermi NASA che potevano gestire i segnali della telecamera lenta. Questa soluzione causò una sgranatura delle immagini che furono viste da 600 milioni di spettatori. 

I nastri con le registrazioni originali delle antenne in Australia e in California così come quelli registrati a Houston vennero immagazzinati senza che gli venisse dato uno status particolare. Solo all’inizio del nuovo millennio la NASA ha cominciato a chiedersi dove fossero finiti i nastri originali delle missioni Apollo e concluse che dovevano essere stati riutilizzati quando, a causa della messa fuorilegge del grasso di balena, c’è stata grande penuria di nastri.

Le registrazioni di Houston sono state in parte vittime della crisi energetica ai tempi del presidente Carter che ebbe l’effetto di razionare l’aria condizionata nei magazzini. L’umidità texana ha deteriorato i nastri nei depositi. Non tutto il patrimonio dei nastri deve essere ammuffito. Adesso scopriamo che Gary George, un ingegnere che aveva fatto uno stage alla NASA, nel 1976 ha comperato ad un’asta di materiale governativo in surplus, 1150 nastri pagandoli 217,77 dollari.

Non sappiamo perché abbia deciso di fare questo acquisto, sicuramente non ci doveva essere una lista del contenuto dei nastri. Tuttavia ha deciso di conservarli tenendoli in un magazzino con umidità controllata.

Non sappiamo neanche come abbia scoperto che 3 dei 1150 nastri contenevano le registrazioni originali dell’Apollo 11. Forse, andato in pensione, ha deciso di mettere ordine e ha visto delle etichette interessanti. Oppure l’ha sempre saputo e ha deciso di tenere i nastri come gruzzolo per la vecchiaia.  Certamente i suoi 217,77 dollari del 1976 sono stati ben investiti. La casa d’asta aspetta una vendita milionaria.

Diciamo subito che i nastri non contengono materiale inedito: sono le stesse immagini viste da 600 milioni di telespettatori, solo che sono più nitide perché non sono passate dalla ulteriore ripresa televisiva.

Per chi non fosse intenzionato a fare un mutuo per i nastri lunari, ricordo che il cinquantenario ha spinto registi ed appassionati a lavorare sulle registrazioni lunari per migliorare la qualità. Per vedere immagini nitide della missione Apollo 11 basta andare sul sito moonscape dove Paolo Attivissimo ha fatto un lavoro veramente fantastico

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Autore dell'articolo: admin