«Allarme diabete»: boom di casi, ma la metà degli italiani non lo conosce e ignora le conseguenze per gli occhi


Da tempo l’Organizzazione Mondiale di Sanit ha lanciato l’allarme sulla pandemia di diabete, conseguenza di cattive abitudine alimentari, sovrappeso e obesit: in tutto il mondo, Italia compresa, i casi sono in forte crescita e se i diabetici oggi sono 443 milioni, nel 2025 si stima saranno addirittura 700 milioni. Non meno significativo , numeri alla mano, l’aumento di complicanze ad esso collegate, a cominciare dalla maculopatia e dalla retinopatia diabetica, prima causa di gravi deficit visivi e cecit nei Paesi industrializzati.Per questo gli esperti del Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e del San Raffaele di Milano hanno commissionato un’indagine sulla conoscenza degli italiani in merito a queste malattie, i cui esiti sono stati presentati nei giorni scorsi nel capoluogo lombardo.

La met degli italiani non conosce il diabete

Dei circa 3 milioni e 200mila persone che in Italia convivono con il diabete (il 5,3% della popolazione), si calcola che circa un quarto soffra anche di retinopatia – spiega Lucio Buratto, direttore scientifico del CAMO -. E dopo i 15 anni di malattia, la frequenza dei problemi agli occhi tende a salire fino al 75-80% per cento dei malati. Un problema che pu essere curato, ma se non viene riconosciuto e trattato per tempo pu portare alla cecit. Ma questo ignoto alla quasi totalit degli italiani, compresi quelli che gi sono diabetici.  Dal sondaggio commissionato ad AstraRicerche che ha interpellato oltre mille connazionali 50-70enni, tra in quali 400 pazienti diabetici, emerge un livello di conoscenza desolatamente basso, scarso soprattutto per quanto riguarda i comportamenti di prevenzione e spesso una pressoch totale ignoranza della necessit di seguire diagnosi precoci sia per la maculopatia che per la retinopatia diabetiche. Per il 54 per cento degli interpellati il diabete una patologia quasi semisconosciuta. Pi del 40 per cento (e addirittura il 30 per cento tra il campione dei diabetici) ignora una qualsiasi grave conseguenza del diabete. Solo il 23 per cento riferisce genericamente di danni agli occhi e il 16 per cento indica la cecit, ma solo il 6 per cento sa precisare tra le conseguenze pi gravi la retinopatia e la maculopatia diabetiche. 

Un terzo dei diabetici soffre di retinopatia

I dati epidemiologici sono inquietanti – dice Antonio Secchi, ordinario di Diabetologia, al San Raffaele -: in 34 anni il numero di diabetici nel mondo quadruplicato, un’emergenza che rischia di causare il collasso dei sistemi sanitari di tutti i paesi. Anche in Italia i casi sono quasi raddoppiati in 30 anni, con un’accelerazione dal Duemila a oggi, dovuta in parte all’invecchiamento della popolazione, ma anche alla diffusione di condizioni a rischio come sovrappeso, obesit, scorretta alimentazione, sedentariet. Le statistiche indicano anche che la retinopatia diabetica si riscontra in circa un terzo dei pazienti diabetici e nel due per cento dei soggetti presente una forma grave di questa complicanza: per questo fondamentale che le persone siano informate sui danni del diabete, per fare prevenzione. E per non trascurare eventuali campanelli d’allarme.

Campanelli d’allarme e l’esame che salva dalla cecit

Qualsiasi disturbo o calo della vista, dalla comparsa di macchie scure e aloni nel campo visivo a una visione distorta e offuscata, alla difficolt di percepire bene i colori. In genere, una qualsiasi alterazione della vista dovrebbe essere considerata un’avvisaglia per sottoporsi a un controllo oculistico approfondito ricorda Buratto.I sintomi della retinopatia diabetica spesso per compaiono tardivamente, quando le lesioni sono in fase avanzata e le possibilit di trattamento sono ridotte. Anche in assenza di sintomi – chiarisce Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia all’Ospedale San Raffaele – chi diabetico si deve sottoporre con una certa periodicit a visite oculistiche che prevedono l’esame del fondo oculare e l’OCT (Tomografia a Coerenza Ottica), un esame molto accurato e non invasivo, che richiede meno di due minuti, che non d falsi positivi, n falsi negativi. cruciale fare l’OCT perch il mezzo che permette una diagnosi precisa. E soprattutto indispensabile fare l’esame precocemente, alle prime avvisaglie dei sintomi della malattia, ma soltanto il 7 per cento degli intervistati sa cos’ e a cosa serve. Abbiamo diverse terapie a disposizione – conclude Bandello -, ma l’efficacia della cura strettamente correlata alla precocit della diagnosi.

5 ottobre 2018 (modifica il 5 ottobre 2018 | 16:34)

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Autore dell'articolo: admin