Alla Maker Faire Rome i tanti volti dell’economia circolare


maker faire economia circolare



Alla fine sì, anche la bonifica di un terreno contaminato su cui nessuno scommetterebbe un centesimo può tornare ad avere un valore ed essere economia circolare. Persino l’olio fritto, quello il cui odore inonda case e ristoranti, anche una band che suona con strumenti riciclati. La carta pure. Questo tipo di riciclo lo conosciamo un po’ tutti. Ma del biometano e di come possa essere utile in agricoltura, questo no non lo sappiamo così bene. Per cercare di fare un po’ di chiarezza su cosa sia economia circolare e farlo con esempi concreti al Padiglione 6 Circular Eni della Maker Faire Rome (due giorni, due tavole rotonde e tanti talk) hanno fatto la spola rappresentanti di consorzi di riciclo tra i più diversi, dalla carta alle batterie di piombo, ricercatori (perché l’economia circolare si fa con lo sviluppo tecnologico), docenti di economia, ma anche progetti innovativi, come la startup che fa prodotti per l’isolamento termoacustico e per la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni. E con il 100% di materiali riciclati. 

La bonifica circolare

È stato l’ultimo intervento della seconda giornata di Maker Faire Rome. A chiudere il giro di interventi sull’economia circolare è stato al Padiglione 6 è stato Francesco Misuraca, direttore delle operations di Syndial, società di ENI che si occupa di risanamento ambientale. “Le bonifica? Non è il fine ultimo, ma un modo per valorizzare e recuperare le aree e fare economia circolare” ha detto.F Un esempio su tutti. Il progetto di recupero di un terreno di 26 ettari a Ravenna dove c’è il progetto di un impianto fotovoltaico da 7 megawatt, di un centro tecnologico per le bonifiche che consentirà sperimentazioni su biopile e phytoremediation, una piattaforma ambientale e il primo impianto di produzione di bio-olio dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (chiamato FORSU).

Le turbine del mare

Si diceva, non c’è economia circolare senza innovazione tecnologica. Né ricerca. E’ stato chiaro Francesco Salvatore, ricercatore del CNR – Istituto di Ingegneria del Mare. Il Centro Nazionale delle Ricerche ha costruito vicino Roma Sabella d10, una turbina marina, ora installata in Bretagna, che non inquina perché usa oli biologici per la lubrificazione, non dà fastidio alla vista perché sta nei fondali e produce energia dalle correnti. “E’ il futuro” dice l’ingegnere. Il suo intervento gioca con i colori “Blue Energy, una risorsa blu per un futuro verde”. In una slide c’è anche il nero, quello delle petroliere che portano il diesel sulle isole. “Produciamo direttamente l’energia là” non più una centrale diesel unica, ma tanti produttori di energia, dal mare però.

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Contrasto 

Maker Faire Roma 

Quella spianata di gomme che ha cambiato tutto

Sono in 4, hanno un’età media di 26 anni, vengono dal frusinate e guidano una startup che si chiama Reco2. Il progetto realizza prodotti per l’isolamento termoacustico e per la pavimentazione bio-compatibile di interni ed esterni, lo fa con il 100% di materiali riciclati (vetro, scarti di acciaieria e altri materiali) e con un processo produttivo che permette di ridurre dell’80% i costi di produzione e il 90% di emissioni CO2. L’idea è nata ad uno dei 4 ragazzi. La vista di una spianata di pneumatici usati lo ha stordito. E ha pensato di chiamare a raccolta altri talenti. Ieri hanno vinto un premio (ma sono già tanti quelli che hanno portato a casa) Rinnovabili.it: una campagna di comunicazione. E quanto è importante che di economia circolare si parli lo hanno detto un po’ tutti gli esperti che si sono succeduti ai tavoli del Padiglione. Molti sono già in un contesto di energia circolare, ma non lo sanno.

Il progetto Wast to Fuel

È ora che si cambi sistema. La Terra non ce la fa più. Chiediamo sempre più energia e a furia di chiedere combustibili fossili stiamo inquinando tutto. E nessuno ha intenzione di intaccare i propri livelli di benessere. Ecco, sono questi i punti di partenza dell’analisi di Andrea Bernardi, manager progetti rinnovabili e ambiente di ENI, intervenuto questa mattina al Padiglione 6. Che porta dritta a Wast to Fuel. “Partiamo dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani (l’umido, che ha il 70% di acqua), trattiamo i rifiuti e ne tiriamo fuori acqua, 15% di olio idoneo per essere utilizzato come carburante, un residuo di gas, una frazione di ceneri. Cerchiamo di recuperare il recuperabile di materiali che altrimenti sarebbero destinati al compostaggio. E’ un processo frutto di 6 anni di ricerche dei nostri laboratori – ha sottolineato – che si sta sperimentando a Gela. L’idea? Partire da un rifiuto e trasformarlo in risorsa”.

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Contrasto 

Maker Faire Roma – Claudio Descalzi e Riccardo Luna 

Che dicono i professori di economia

Alla tavola rotonda di questa mattina sui risvolti sociali della bioeconomia c’era Carlo Alberto Pratesi, professore di Economia all’Università Roma che ha sottolineato come in fatto di economia circolare “il vero collo di bottiglia sono i consumatori, se non si sentono predisposti al cambiamento non si va da nessuna parte”. E cita come esempio i dati di vendita delle bottiglie in un anno a Esselunga: 1 miliardo. “Ecco, mi chiedo servono tutte e un miliardo e se non sia più giusto iniziare a ragionare in termini di usa e getta”. Mentre PierGiuseppe Morone, professore di politica economica presso Unitelma Sapienza ha sottolineato come “La bioeconomia è un sistema economico in cui si produce con le biomasse e che ha come auspicio la sostituzione dei carburanti fossili. bioeconomia ed economia circolare sono intrecciati e la prima avrà successo se sarà genuinamente circolare”. Per Morone siamo in una fase di transizione socio-tecnologica complessa che non deve essere a discapito del benessere” e ha sottolineato che “per far sì che il nuovo modello abbia successo servono anche meccanismi di comunicazione, come quelli della Maker Faire”.

Band di economia circolare

Se parliamo di comunicazione e quindi anche di arte e quindi di musica, non possiamo dimenticarci della Gaudats Junk Band. Diciamolo, sono una band di economia circolare. Sono 9 musicisti provenienti da Capannori, in provincia di Lucca, e utilizzano strumenti musicali da materiale di scarto: così hanno creato un banjo, un tubofono, un basso e tante percussioni, con cui hanno aperto l’edizione 2018 di Maker Faire Rome. E sono stati anche i protagonisti al Circular ENI, dove hanno attirato tante famiglie con la loro musica. Tra un dibattito e l’altro.

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Autore dell'articolo: admin