Alla conquista del tumore ai polmoni: in arrivo un esame per scoprirlo agli inizi e nuove cure efficaci


Numeri e statistiche non lasciano scampo: il tumore ai polmoni resta un big killer. il pi letale fra tutti i tipi di cancro e, con 41.800 nuovi casi diagnosticati nel 2017, si piazza al terzo posto nella classifica dei pi diffusi. A causa della scoperta tardiva della malattia, purtroppo soltanto il 18 per cento dei pazienti vivo cinque anni dopo la diagnosi. Anche se, con le nuove terapie, si sono ultimamente aperti nuovi scenari per la maggioranza dei malati (quasi 8 su 10) che presentano metastasi fin dall’inizio dell’iter di cure. Delle possibilit d’individuare la neoplasia al suo esordio e delle innovazioni terapeutiche si parler alla Conferenza mondiale sul carcinoma polmonare, che si apre oggi a Toronto, in Canada, e che riunir oltre 7mila ricercatori, medici e specialisti provenienti da oltre 100 Paesi. Presidente della IASLC (International Association for the Study of Lung Cancer), la societ scientifica internazionale per lo studio di questa neoplasia, l’italiano Giorgio Scagliotti, ordinario di Oncologia Medica e direttore dell’Oncologia all’Universit di Torino.

Professore, nel suo intervento di apertura al Congresso lei parla di conquistare il tumore ai polmoni. convinto che sia possibile arrivare a migliorare significativamente la prognosi dei malati, come stato fatto con altre neoplasie come quelle al seno, ai testicoli o alla tiroide, per esempio, la cui sopravvivenza supera il 90 per cento?
Nell’ambito della comunit scientifica avanza la convinzione, giustificata dai dati clinici di recente ottenuti, che in un arco di tempo di 4-5 anni il carcinoma polmonare possa essere diagnosticato in fase pi precoce ed essere approcciato sul piano terapeutico con armi, compresa l’immunoterapia, sempre pi efficaci. Questo non vuole dire che saremo in grado di guarire ogni singolo paziente, ma ragionevolmente potremo allungare l’aspettativa di vita di un considerevole proporzione dei pazienti affetti da questa patologia cosi socialmente rilevante.

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Quali i sintomi a cui prestare attenzione?


Uno dei problemi principali nella lotta a questa neoplasia la diagnosi precoce, perch non di rado il carcinoma polmonare non provoca disturbi e spesso viene scoperto per una radiografia del torace fatta per altre ragioni. Quali sono i sintomi da non trascurare?
Prima di tutto occorre ricordare che il fumo il principale fattore di rischio per il carcinoma polmonare: ancora oggi circa l’80 per cento delle diagnosi viene fatto in fumatori abituali o ex tabagisti – dice Scagliotti -. Quanto ai sintomi, possono comparire, non necessariamente tutti e insieme: tosse che non passa, mancanza di respiro (fiato corto), dolore al torace, fischi quando si respira. Altre avvisaglie, in genere successive ai primi, possono essere: tosse con catarro striato di sangue, raucedine, perdita di peso, infezioni respiratorie frequenti. Quindi, davanti a uno di questi disturbi che perdura per pi di due o tre settimane bene parlare con un medico, che valuter se e quali accertamenti fare.

Qui a Toronto sono molto attesi anche gli esiti di una sperimentazione su uno strumento per scoprire la malattia agli esordi, la Tac spirale. Lei crede che arriveremo ad avere un esame di screening efficace come gi avviene con la mammografia nel cancro al seno?
Nel corso del simposio presidenziale per la prima volta verranno presentati i risultati di uno studio di screening con TAC spirale a basso dosaggio, condotto esclusivamente in Olanda, che ha arruolato oltre 10mila volontari selezionati sulla base di fattori di rischio – illustra l’esperto -. I risultati sono particolarmente attesi perch rafforzerebbero i dati di uno studio americano presentato qualche anno fa che ha indicato la capacit di questa metodica radiologica non invasiva di ridurre la mortalit per carcinoma polmonare in una popolazione di soggetti particolarmente motivati nel partecipare al programma di screening.

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La «droga perfetta»


Veniamo infine alle novit terapeutiche. Negli ultimi anni grazie all’arrivo di nuovi farmaci (in particolare con l’immunoterapia e con i farmaci a bersaglio molecolare o biologici) siete riusciti a prolungare la sopravvivenza dei malati anche in fase avanzata di malattia. Durante il congresso saranno presentate sperimentazioni particolarmente promettenti?
Nelle sessioni scientifiche principali saranno presentati i risultati di studi clinici che hanno valutato l’efficacia di nuove generazioni di farmaci a bersaglio molecolare contro il gene ALK e quello EGFR, due alterazioni geniche che sono documentabili nel 20% dei pazienti con adenocarcinoma, particolarmente ma non unicamente nei soggetti non fumatori o fumatori di poche sigarette al giorno – dice Scagliotti -. Inoltre svariati studi che hanno valutato l’impatto dell’immunoterapia in combinazione con tradizionali approcci terapeutici quali la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia costituiranno una parte considerevole di molte delle sessioni scientifiche. Analogamente, la costante ricerca di marcatori predittivi della risposta all’immunoterapia sar uno degli argomenti pi dibattuti.

Il futuro della cura del carcinoma polmonare sta tutto nei farmaci?
Il futuro nell’integrazione fra le varie terapie: chirurgia, radioterapia e farmaci possono e devono essere sfruttati al meglio in combinazione fra loro. Anche questo meeting s’inserisce in una linea di indirizzo terapeutico multidisciplinare, dove i medici progressivamente considerano sempre pi l’integrazione delle terapie sistemiche nel trattamento degli stadi precoci di malattia, dove le terapie di riferimento sono la chirurgia e la radioterapia e dall’altro lato integrano sempre pi le medesime terapie locali (radioterapia stereotassica o chirurgia) nel trattamento della malattia metastatica con un numero limitato di metastasi.

22 settembre 2018 (modifica il 23 settembre 2018 | 11:29)

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