Algeria, la patria cannibale



Il giorno del suo quarantaquattresimo compleanno, un anonimo impiegato della Società nazionale gas e petroli algerini si sveglia, si guarda allo specchio e non vede più la propria immagine riflessa. È la prima delle «cancellazioni» che da quel giorno scandiranno la sua vita determinandone il destino. A partire dalla sorte toccata all’uomo, in Lo specchio vuoto (Mesogea, pp. 172, euro 16, traduzione di Daniela De Lorenzo), Samir Toumi, tra le voci più significative della nuova letteratura algerina, descrive la condizione … Continua


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