Al Mondial sulla Senna, l’auto italiana (per raffinati) si chiama Ferrari


Tocca alla Ferrari il compito di rappresentare l’Italia dell’automobile al Salone di Parigi. Il resto del gruppo Fiat Chrysler Automobiles non partecipa alla manifestazione insieme con un congruo numero di altri famosi assenti. Eccezione Maserati, che espone nell’area auto una Levante Gts, senza avere un suo stand. Il Cavallino sfoggia due vetture eccezionali Monza SP1 e Monza SP2 fatte apposta per gli automobilisti dai gusti pi raffinati in fatto di prestazioni e piacere della guida. Sono le capostipiti di Icona, un nuovo filone di vetture che si ispirano alle vetture sportive che sono entrate nella storia. Sono due barchette e si dice che la classificazione barchetta nacque da una battuta-riflessione di Giovanni Agnelli, che quando vide esposta la 166 MM al Salone di Torino del 1948 comment che pi che una vettura sembrava una barchetta.

Come la barchetta del 1948

La 166 MM barchetta scrisse il nome della Ferrari nella storia, vincendo sia la Mille Miglia che la 24 Ore di Le Mans nel 1949, e a questa vettura fecero seguito altre Ferrari Sport straordinarie come le 750 Monza e 860 Monza, chiara fonte di ispirazione per il nome dei nuovi modelli. Le barchette erano simili alle spider a due posti secchi e prive di capote. Anzich un parabrezza avevano solo un piccolo cupolino davanti al pilota e co-pilota e una tonneau cover per coprire il lato passeggero.

Una Ferrari 166 MM
Una Ferrari 166 MM barchetta

Tiratura limitata e fibra di carbonio

Le Ferrari Monza SP1 e SP2, costruite in tiratura limitata a 100 pezzi, non tradiscono questa impostazione ma si differenziano per la possibilit da parte del cliente di poter ordinare la vettura in configurazione monoposto oppure biposto. Sono filanti, agili, potenti; modelli che sembrano scolpiti dal vento che disegna le forme di auto capaci di flirtare con i 300 all’ora — dice Flavio Manzoni, il responsabile dello stile Ferrari —. Penso che gli amanti delle belle automobili resteranno sorpresi dalla purezza dei tratti stilistici, dalla loro estetica proiettata verso il futuro ma con occhio attento al passato, senza nostalgia ma sempre con grande rispetto. Sulle Monza SP1 e SP2, barchette figlie del terzo millennio, stata largamente utilizzata la fibra di carbonio a scopi funzionali come per le vetture da competizione, rendendole leggere e maneggevoli.

Se esiste un’anima nel motore

Trattandosi di vetture Sport prive di parabrezza e completamente en plein air, una delle sfide pi grandi da vincere stata quella di cercare una soluzione aerodinamica che potesse permettere al pilota di godere delle altissime prestazioni delle Monza SP1 e SP2 senza subire i disagi legati a una barchetta – racconta Flavio Manzoni –. Si riusciti a superare questo disagio attraverso il virtual windshield, il parabrezza virtuale brevettato dalla Ferrari, integrato nel cupolino che carena il quadro strumenti e il volante e consente di mantenere il massimo comfort di guida. Per quanto riguarda le prestazioni ancora una volta i progettisti in rosso si sono attenuti al dogma di Enzo Ferrari che era solito affermare parlando delle sue creature che se esiste un’anima nel motore, frase che trova evidente conferma per il propulsore che equipaggia questi modelli.

La Ferrari barchetta  Monza SP1 al Salone dei Parigi (foto Afp)
La Ferrari barchetta Monza SP1 al Salone dei Parigi (foto Afp)

Il V12 aspirato pi potente mai prodotto a Modena

Le Monza SP1 e SP2 sono spinte dal V12 aspirato pi potente mai prodotto dalla Ferrari: il 6,5 litri della 812 Superfast capace di generare una potenza massima di 810 cv a 8.500 giri/min. e una coppia massima di 719 Nm a 7.000 giri/min. Il risultato: accelerazione zero-100 km/h in 2.9 secondi e zero-200 in 7.9; frenata: 100-zero km/h in 32 metri; velocit massima oltre 300 km/h. Dulcis in fundo, per trasmettere la sensazione di essere collegati da un filo diretto con la storia, Ferrari ha realizzato in collaborazione con due eccellenze del lusso, Loro Piana e Berluti, una serie di accessori disegnata appositamente per i clienti di Monza SP1 e SP2. L’ispirazione deriva dagli eleganti anni ’50, quando Mike Hawthorn guidava sempre con un papillon allacciato e quando Marzotto vinceva la Mille Miglia indossando il doppio petto.

Set da pilota firmato Loro Piana

Il set da pilota Loro Piana include la tuta composta da pantaloni e da bomber in materiale rain storm techno wool stretch per proteggere dagli elementi atmosferici il pilota, concedergli il massimo comfort, non limitare i movimenti durante la guida. In caso di pioggia pu essere indossata la coppola in lana tecnica impermeabile e anti vento, la sciarpa in lana Wish e i guanti coordinati in pelle plong con le cuciture esterne per garantire la massima sensibilit al volante. Berluti ha sviluppato, oltre a una scarpa stringata da guida modello Oxford in pelle Venezia, un casco ad hoc in fibra di carbonio e due borse per contenere i capi di vestiario e il casco con richiami al Rosso Corsa Ferrari e alle forme della vettura.

2 ottobre 2018 (modifica il 2 ottobre 2018 | 17:40)

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