A Quarta Repubblica Berlusconi rispolvera la barzelletta del bunga bunga e si lancia in battute hot


A Quarta Repubblica Silvio Berlusconi torna a otto anni fa e rispolvera la barzelletta del bunga bunga, coinvolgendo Cicchitto e Bondi. Poi si lancia in battute hot: “Cosa faccio all’una e mezzo di notte? La prima delle 3”

Tutto come il 2011, almeno per qualche minuto. Silvio Berlusconi dimentica per un attimo le elezioni europee e gli attacchi al governo gialloverde per tornare alle barzellette, alle battute e all’ormai storico tormentone del bunga bunga che segnò la sua ultima esperienza a Palazzo Chigi.

A Quarta Repubblica l’ex premier è senza freni, offrendo al pubblico a casa un salto a otto anni fa, quando il caso delle ‘olgettine’ apriva occupava quotidianamente le scalette dei programmi televisivi.

Berlusconi ribadisce che il bunga bunga non era altro che una barzelletta che, tra l’altro, all’epoca dei fatti Antonio Catania e Claudio Bisio raccontarono ad Antonello Piroso, nel corso di una puntata di Niente di personale. Il leader di Forza Italia la riprende, modificando però qualche particolare, inserendo all’interno della storiella “gli amici” Fabrizio Cicchitto e Sandro Bondi (video qui):

“Prendo i due sfigati e li mando in Libia. Questi arrivano all’aeroporto di Tripoli, prendono l’auto per andare da Gheddafi, ma essendo sfigati vengono bloccati e catturati dall’unica tribù rivoluzionaria. Si trovano legati ad un palo in mezzo alla tribù che comincia a fare una danza con parole incomprensibili; si capiva solo bunga bunga. Lo stregone si rivolge a Cicchitto: ‘Tu morire o bunga bunga?’ Tra morire e bunga bunga Cicchitto dice bunga bunga e se lo fanno tutti. Allora lo stregone si rivolge a Bondi: ‘Tu scegliere, morire o bunga bunga’. Vedendo la sorte di Cicchitto, sceglie morire. Lo stregone gli dice: ‘Va bene, tu morire, ma prima un po’ di bunga bunga”.

Pochi minuti e Berlusconi concede il bis, approfittando di una domanda di Nicola Porro: “Presidente, lei all’una e mezza di notte cosa fa?”. Silvio non se lo lascia ripetere due volte: “La prima delle 3”.

Terminati gli applausi, arriva la versione ufficiale:

“La sera, quando sono stanco di vedere sempre le facce di Salvini e di Di Maio , guardo le aste di quadri. E quando vedo uno che può entrare nella mia collezione chiamo e lo compro. L’arte è fondamentale, ristora lo spirito ed è bello guardare cose belle”.


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Autore dell'articolo: admin