A lezione di oceano con il velista solitario Giovanni Beccaria


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OLIVIER BLANCHET / DPPI




Giovanni Beccaria, di stanza a Lorient, in Bretagna, torna a Milano per l’incontro d’apertura con gli studenti della scuola primaria Bacone e dell’Istituto Comprensivo A. Stoppani. Navigatore oceanico, classe 1992, già molte miglia alle spalle e una laurea in ingegneria nautica, Beccaria ha deciso di “portare” l’oceano in classe all’interno di un progetto articolato in tre fasi che si svolgerà per tutto il prossimo anno scolastico.

Nella prima il velista racconterà ai giovani studenti le sue imprese passate e future, con un focus particolare sulla sua partecipazione alla prossima Mini-Transat 2019 (partenza il 22 settembre), una regata transatlantica in solitario a bordo di un’imbarcazione di sei metri senza possibilità di collegamenti esterni.

Nella seconda fase i ragazzi saranno impegnati a seguire il velista in modo virtuale mentre nella terza, che si svolgerà in autunno, Beccaria racconterà agli studenti la sua avventura in Atlantico, accompagnando la sua esperienza con immagini e video.

Quella dell’incontro tra gli alunni delle scuole primarie e secondarie e i marinai è un’usanza molto comune in Francia. In Italia, invece, è un esperimento ancora raro. La sinergia tra studenti e velisti, però, offre molte occasioni di approfondimento e stimola la curiosità dei bambini sul discorso relativo alla salvaguardia dei mari e dell’inquinamento, senza dimenticare l’aspetto avventuroso e umano dell’impresa.

Beccaria mostrerà agli studenti, attraverso il tracking online, la rotta seguita dagli skipper e le scelte che si fanno in base alle condizioni meteorologiche e del vento coinvolgendoli anche su questioni pratiche: come si prepara la barca alla navigazione in solitario, come si vive a bordo, dove si dorme, che cosa si porterà da mangiare, che preparazione fisica dovrà seguire.  

Infine, la traversata (da La Rochelle, in Francia, a Martinica, con una tappa alle isole Canarie) sarà anche l’occasione per approfondire temi come quelli legati alla geografia, alle scienze, alla meteorologia, con qualche accenno persino alla fluidodinamica.

“Se da bambino mi avessero detto che sarebbe venuto un navigatore oceanico a scuola a parlarci del suo lavoro, sarei stato molto contento e soprattutto non avrei rischiato di cominciare per caso quello che faccio oggi”, afferma Beccaria. “Quindi sono felice all’idea di raccontare a dei bambini di 10 anni uno sport che quasi sicuramente non conoscono. Inoltre il mare è un grande maestro: insegna che i limiti fisici e mentali si superano, così come le paure, se affrontate bene. Infine mi piacerebbe spiegare loro che il fallimento puo’ esser parte dell’avventura”

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