A che punto è la campagna d’Europa di Di Maio


di maio varsavia



Il Movimento Cinque Stelle incassa il suo quinto alleato per la formazione del nuovo gruppo europeo “al di là delle ideologie”, per le elezioni del 26 maggio, anche se i numeri ancora non fanno pensare che riusciranno ad essere, come si prefiggono, l'”ago della bilancia” del nuovo Parlamento di Strasburgo.

Da Varsavia – dove ha partecipato da ospite d’onore alla convention del partito di estrema destra Kukiz’15, tra i primi ad entrare nella coalizione per le Europee – il leader e vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato che anche gli estoni del movimento di centro e ambientalista Elurikkuse Erakond (in italiano, Ricchezza della vita) hanno aderito al Manifesto in 10 punti, con cui il M5s punta a contrastare Pse, Ppe e sovranisti, creando un gruppo “che pensi solo ai problemi dei cittadini europei”.

“Sono contento di unirmi a questa famiglia”, ha detto in un video messaggio mostrato alla kermesse polacca il leader di Elurikkuse Erakond, l’ex regista ed ex parlamentare Artur Talvik, definendo la sua formazione come “anti-establishment”. Per poter formare un gruppo all’interno del Parlamento europeo, sette partiti di sette Stati diversi devono allearsi. Al momento, Di Maio è riuscito a unirne sei: oltre al M5s e a Elurikkuse Erakond, ci sono il movimento populista e ambientalista croato, Zivi Zid; il partito greco dell’agricoltura e dell’allevamento, Akkel; il gruppo finlandese di centro-destra Liike Nyt e il movimento nazionalista Kukiz ’15, guidato dal musicista punk-rock e antiabortista Pawel Kukiz, padrone di casa alla convention di oggi. “Altri movimenti si stanno aggregando, ne arriveranno altri nei prossimi giorni anche da Paesi piu’ grandi”, ha anticipato il vice premier.

Oltre destra e sinistra

Accolto al grido di “Luigi, Luigi”, Di Maio ha elencato tra le priorità dell’alleanza: l’ottenimento di un “salario minimo europeo, per consentire di arrivare a fine mese e crescere dignitosamente i propri figli”, il potenziamento del Parlamento europeo, rispetto a Commissione e Consiglio, “perché è l’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini”, lo scorporo dei costi di sanitaàe trasporti da deficit/Pil e un’unica legislazione europea antimafia, “per evitare che le risorse dei proventi illeciti delle mafie si spostino laddove la legge e’ piu’ debole”.

Nei loro interventi, sia Di Maio, che Kukiz – il quale ha presentato i candidati del movimento alle Europee – hanno tenuto a sottolineare che oltre alla democrazia diretta è “importante uscire dalla divisione antica tra destra e sinistra”. “Valeva nell’800 – ha detto il rocker – ma oggi i politici vanno divisi tra imbroglioni e canaglie e onesti e professionisti”.

“Basta con le dittature delle banche, serve onestà democrazia, che non c’è mai stata in Polonia e neppure nell’Unione europea, dove la Commissione non è altro che una corte di aristocratici che serve al matrimonio politico di Merkel e Macron”, ha poi denunciato Kukiz, riferendo la promessa di “Luigi” di fornirgli “più informazioni su come creare siti e piattaforme per sviluppare strumenti di democrazia diretta”, in stile Rousseau.

“Se avremo vinto o perso alle elezioni europee lo si vedrà se i vecchi partiti, Popolari e Socialisti, avranno o meno raggiunto il 51% dei seggi in Parlamento. Io non credo che sarà cosi'”, ha profetizzato Di Maio, dal palco della convention a Villa Foksal. Ma avere un peso reale a Strasburgo, per ora, sembra impresa ardua per l’aspirante gruppo autonomo: Kukiz punta al 7-8% e insieme ai croati è quello con più chance; gli estoni sono all’1% e anche i finlandesi e i greci rischiano di non prender seggi.

A un mese dal voto tutti i sondaggi, e le stesse proiezioni del Parlamento europeo, confermano che Popolari e Socialisti da soli non avranno la maggioranza all’Eurocamera. Ma il blocco ‘europeista’ di Ppe e Pse con i liberali dell’Alde, lo stesso blocco che ha nominato le attuali istituzioni Ue, continua ad essere ampiamente maggioritario a Strasburgo. 

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Autore dell'articolo: admin