A che punto è il totonomine per la Rai


A che punto è il totonomine per la Rai



Ultime ore, decisive, per sciogliere il nodo delle nomine ai vertici di reti e testate Rai. Ovvero, disincagliarsi dallo scoglio Tg1: risolto questo, si avrebbe l’effetto incastro, o effetto domino, per tutte le altre direzioni in predicato di essere rinnovate nel Cda convocato per mercoledì 31 ottobre. In caso contrario, l’amministratore delegato Fabrizio Salini avrebbe pronta una soluzione alternativa, e sarebbe esterna all’universo Rai.

Si parla con insistenza di Francesco Piccinini, attuale direttore di Fanpage.it, giornale online con sede a Napoli appartenente al gruppo editoriale Ciaopeople Media Group. Una frangia di M5s – secondo quanto apprende l’AGI – spinge per Piccinini in alternativa a tutti gli altri nomi circolati nei giorni scorsi, ritenendolo ‘spendibile’ per un ruolo di tale rilievo alla testata ammiraglia Rai, e più lontano è l’accordo tra Lega e M5s e più salgono le chance di Piccinini, dicono le indiscrezioni raccolte dall’AGI. Certo è che in caso di arrivo di un esterno Rai, la condizione per il direttore è di un contratto a termine, per tre anni, e con tetto allo stipendio come previsto dalla legge per queste aziende legate allo Stato, vale a dire 240mila euro l’anno.

Dal fronte della politica che governa, Salvini ieri pomeriggio ha assicurato che nel vertice a palazzo Chigi con Luigi Di Maio non si è parlato di Rai, “è una questione che stanno risolvendo, com’è giusto che sia, Salini e Foa”. Salini entro oggi, al più tardi martedì in una rara deroga alla prassi delle 48 ore antecedenti la riunione, deve far avere al Cda di viale Mazzini le sue indicazioni o proposte di nomina, accompagnandole con i curricula delle figure individuate per assumere il vertice di testate e reti del servizio pubblico, e sono diverse. A meno non si decida all’ultimo momento di rinviare il tutto, cosa però che in ambienti Rai ed anche politici viene esclusa. 

I nomi in lizza

Al momento le reti interessate al cambio sarebbero Rai1 e Rai2, con Marcello Ciannamea, attuale direttore dei palinsesti Rai, e Maria Pia Ammirati, attuale direttrice di Rai Teche, indicate rispettivamente al posto di Angelo Teodoli e Andrea Fabiano. In alternativa ad Ammirati, che avrebbe appoggi pentastellati, c’è il nome di Ludovico De Meo, attualmente vice direttore di Rai1.

C’e’ chi ipotizza anche il nome di Carlo Freccero per la seconda rete, ma appare più probabile che gli venga affidato l’incarico di creare una sorta di ‘incubatore’ di idee, un ‘pensatoio’ Rai, vista la sua profonda conoscenza del ‘medium’ tv. Quanto a Rai3, la direzione resterebbe affidata a Stefano Coletta. Alla direzione Palinsesti potrebbe andare Teodoli, per chiudere una lunga carriera Rai in un settore che ha già diretto con successo, come ha fatto anche a Rai2, Rai Gold, la struttura che cura Rai4, Rai Movie e Rai Premium. In alternativa ci sarebbe Fabiano, per il quale si parla anche della direzione Marketing, da dove è sicura – per contratto in scadenza – l’uscita di Cinzia Squadrone. È possibile anche che al vertice del Marketing salga uno dei vice direttori, ma resta poi il problema di avere un direttore senza incarico.

La partita dei Tg

Per il Tg1 i nomi interni più gettonati sono quelli di Federica Sciarelli, lunga esperienza sulla terza rete nel campo dell’attualità e che viene data come ben vista dall’area del Fatto Quotidiano, area che più d’uno in Rai definisce ormai come una lobby. Ma la Sciarelli starebbe resistendo, sentirebbe troppo il distacco dalla sua ‘creatura’ “Chi l’ha visto?” e da quel tipo di informazione. tanto è vero che in serata si è parlato di una sua ‘rinuncia’, di un suo ‘grazie ma non posso…’. In alternativa si fa il nome di Giuseppina Paterniti, ex corrispondente da Bruxelles e attuale vicedirettrice della Tgr, che l’area pentastellata vedrebbe di buon occhio. E si fa anche un nome al maschile, quello di Giuseppe Carboni, caporedattore del Tg2, anche se si parla di lui come direttore di Radio1 Rai e del Giornale Radio, dove c’è l’interim di Roberto Pippan. Peraltro per la stessa Paterniti viene indicata la possibilità che approdi alla radio. C’è poi il Tg2, e qui sembra ben solida la candidatura di Gennaro Sangiuliano, per il quale c’è il gradimento della Lega. Per il Tg3 si annuncia una riconferma per Luca Mazzà, e questo, al pari di Rai3, sarebbe un segnale pro-Pd.

Per quanto riguarda la Tgr, la più grande redazione europea con i suoi circa 800 giornalisti sparsi nelle sedi regionali, e quindi importate ‘barometro’ e riferimento per la politica sul territorio, il nome più gettonato è quello di Alessandro Casarin, che lascerebbe la vice direzione di Rainews24. Casarin, non inviso alla Lega, sarebbe affiancato da Roberto Pacchetti, in forza alla sede Rai di Milano e dato in quota Lega. A proposito di RaiNews, ventaglio di nomi: le stesse Sciarelli e Paterniti, quindi Simona Sala, che segue la politica, e Iman Sabbah, giornalista israeliana di origine araba, con cittadinanza italiana, che ha condotto telegiornali e programmi di approfondimento su RaiNews24 e Rai Med ed attualmente corrispondete da Parigi. Di certo, due direzioni di testata al femminile, con la novità Tg1, sarebbe un segnale del tutto nuovo in casa Rai.

C’è poi RaiSport, da dove è andato via Gabriele Romagnoli e c’è l’interim di Bruno Gentili, il quale è prossimo alla pensione. In pole qui ci sono Jacopo Volpi e, ben visto dalla Lega, Maurizio Losa, da sempre in forza all’area nord, sede Milano. Quanto a Rai Parlamento, il nome ricorrente è quello di Antonio Preziosi, attuale corrispondente da Bruxelles e già direttore del Giornale Radio.

Infine Rai Pubblicità, ma per dire che mercoledì non è prevista la nomina del nuovo amministratore delegato di questo ramo che è un asset chiave, anzi “l’asset” chiave, per l’azienda di viale Mazzini: per ora l’interim resta al presidente Antonio Marano, per il quale poi si aprirebbe la direzione del Centro di produzione Rai di Milano. I ‘cacciatori di teste’ proseguono la ricerca del profilo piu’ adatto secondo quanto richiesto dall’azienda per la carica di ad di Rai Pubblicità. Da tempo si fa il nome di Alessandro Ronco, top manager della Ferrero. 

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Autore dell'articolo: admin