40 morti in moschee Christchurch



Strage in Nuova Zelanda, dove due sparatorie avvenute in altrettante due moschee della città di Christchurch, hanno provocato almeno 40 morti. La premier Jacinda Ardern ha parlato di “attacco terroristico”. Le autorità avrebbero fermato tre uomini e una donna e tra gli attentatori, che si sarebbero messi a sparare sui fedeli in preghiera nelle moschee, ci sarebbe anche un cittadino australiano che aveva pubblicato un manifesto contro gli immigrati.

Nel documento di 74 pagine l’uomo, che si definisce un australiano bianco di 23 anni, avrebbe spiegato di essere arrivato in Nuova Zelanda proprio per pianificare l’attentato terroristico e addestrarsi. Il presunto attentatore ha aggiunto di non far parte di alcuna organizzazione terroristica ma di aver avuto contatti con vari gruppi nazionalisti. L’uomo ha scritto di aver scelto la Nuova Zelanda per dimostrare che anche le zone più remote del mondo sono soggette al fenomeno “dell’immigrazione di massa”.

La polizia ha dovuto disinnescare anche degli ordigni esplosivi trovati all’interno di mezzi parcheggiati vicino ai due luoghi di culto presi di mira. L’attentatore avrebbe addirittura trasmesso la strage in diretta streaming su Facebook, un video di quasi 20 minuti poi rimosso dal social network. La premier neozelandese, in visita nell’ospedale di Christchurch dopo la strage, ha commentato: “I nostri pensieri e le nostre preghiere sono indirizzati a coloro che sono stati colpiti oggi”. Una cinquantina di persone si trovano ricoverate nel nosocomio con ferite di arma da fuoco.


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Autore dell'articolo: admin